26 Oct

Come rivoluzionare la tua casa rendendola bella e funzionale con l'aiuto di un architetto di fiducia?

Intervista arch. Pietro Marsciani

Articolo pubblicato sul magazine Design Lifestyle

 

Cambiare casa è un passaggio fondamentale nella propria vita. Ci si trova di fronte a grandi interrogativi, a cui spesso non si sa rispondere da soli: come organizzare gli spazi, quali finiture usare, quali i materiali più innovativi, che tipo di illuminazioni e quali accostamenti sono i più azzeccati? Come realizzare un ambiente più luminoso, spazioso ed accogliente, magari risparmiando anche sulle bollette? Infatti, stare bene nella propria casa è davvero essenziale per la qualità della vita.

Inizia, così, la ricerca del consiglio giusto, o chiedendo ad amici o a fornitori diversi, col rischio di sbagliare, di perdere di vista dei particolari importanti. Per questo, è più conveniente chiedere aiuto ad un esperto, ad un architetto o designer di interni, in grado di proporre soluzioni creative e con la conoscenza tecnica necessaria per realizzare un ambiente confortevole e funzionale. Partiamo da un esempio. La riqualificazione di una casa nella zona Rimini Porto. Un progetto iniziato un anno fa, terminato da qualche mese e per cui si sono coinvolti vari professionisti di Polistudio. Ce lo racconta l’arch Pietro Marsciani, che ha seguito in prima persona la storia del progetto.

 

La casa potrebbe essere paragonata ad un abito di sartoria, va cucita addosso a chi la abita, sia da un punto di vista dello stile che della forma. Per questo è importante che il progettista intercetti i bisogni profondi del cliente e li associ in maniera armonica alle varie esigenze funzionali, tecniche ed estetiche. Arch Marsciani, cosa ne pensa?

Sono d’accordo. È importante partire dalle esigenze del cliente e “cucire su misura” il progetto. Succede spesso che il cliente abbia un’idea di casa diversa da quella dell’architetto, un suo gusto personale, fattore che va capito ed interpretato. Sono convinto che, sin da subito, debba iniziare un dialogo, che considero essenziale per lo sviluppo del progetto, per raggiungere un buon risultato. È ciò che è successo per la riqualificazione della villetta a schiera situata nella zona di Rimini vicino al porto. Il committente era una giovane coppia con tre figli piccoli, che aveva un’idea precisa di come voleva vivere la casa.

 

Che tipo di esperienza avete fatto e che riscontro avete avuto nel senso di benessere abitativo, armonia degli spazi e soddisfazione del cliente?

Si è trattata di una ristrutturazione importante, una riqualificazione architettonica, strutturale ed impiantistica. Mi considero soddisfatto per il risultato ottenuto a livello di progettazione armonica degli spazi, di funzionalità, luminosità, stile e di benessere abitativo. Sono convinto che siamo riusciti ad interpretare al meglio il desiderio del cliente.

 

Come è nato il progetto e quali erano le esigenze da cui siete partiti per questo lavoro di ristrutturazione (estetiche, funzionali, …)?

Il punto di partenza era una villetta a schiera indipendente costruita attorno agli anni ’50, non a norma dal punto di vista sismico. Prima dell’intervento c’era la seguente situazione: un piano seminterrato con un’altezza minima di 1m e 95, un piano rialzato con zona giorno e cucina e un piano superiore con tre camere e un bagno. La ristrutturazione è stata importante, perché siamo riusciti a rivitalizzare spazi non vivibili, quali, ad esempio, il piano interrato. Grazie al supporto dello staff di ingegneri strutturisti di Polistudio, siamo riusciti a risolvere alcune questioni importanti. Ci siamo dunque abbassati con la fondazione per raggiungere un’altezza utile di 2 m e 30. In questo modo si è creato uno spazio vivibile e luminoso. Il desiderio del cliente era quello di una casa luminosa, bella, moderna e confortevole per una famiglia con tre figli piccoli, ma anche pensata per gli ospiti.

 

Che tipo di intervento è stato fatto?

Siamo partiti da un intervento strutturale. In un secondo momento siamo intervenuti sul disegno degli spazi. Infatti, era una casa che aveva bisogno innanzitutto di diventare sicura, essendo stata costruita praticamente con la sabbia, attorno agli anni ‘50.

Grazie al nostro staff di strutturisti, abbiamo fatto uno studio approfondito in modo da migliorare alcuni elementi strutturali dell’edificio. Si è trattato di una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), una ristrutturazione edilizia che ha comportato interventi di supporto strutturale, cerchiature, aperture sulla facciata. 

 

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Fig. Foto di cantiere e pianta interrato

Abbiamo dunque creato un pilastro al centro della casa che sorregge un po’ tutto, che fungesse da perno. Infatti, non volevamo cambiare la linea particolare della facciata, abbiamo deciso di mantenere una serie di aperture che già c’erano. Quindi, il lavoro principale sulle strutture è stato quello della riqualificazione e rinforzo di alcuni elementi (solai, murature). In un secondo momento siamo andati a vedere le finiture.

Siamo intervenuti anche sulle fondazioni con un rinforzo di quelle esistenti e creando un collegamento nelle due direzioni mediante una soletta armata in calcestruzzo. Abbassando il piano d’imposta, il volume interrato è diventato vivibile, un miniappartamento. In questo modo è stato pianificato lo spazio per una sala, un bagno con una lavanderia e una camera per gli ospiti.

  

 

Il piano rialzato è la vera zona living. Un open-space, in cui convivono, in maniera armonica, sala e cucina. Abbiamo cercato soluzioni funzionali per ottimizzare lo spazio, creando una continuità estetica nei materiali e nelle volumetrie fra i due ambienti. Il committente desiderava aggiungere un bagnetto per gli ospiti e per questo abbiamo cercato una soluzione ottimale, in modo da non portar via troppo spazio alla zona giorno.

Al piano superiore abbiamo mantenuto le tre camere, creato una zona ripostiglio al centro del piano ed un ulteriore bagno nella camera matrimoniale. In sintesi, abbiamo realizzato 4 bagni, 4 camere e 2 sale in 140 mq.

La facciata è stata armonizzata e rivista in un certo modo e lo spazio esterno è stato pavimentato e valorizzato.

 

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Come avete disegnato la facciata?

La facciata della casa è espressione delle persone che la abitano e dice molto dello stile: la bellezza di un'abitazione comincia dall'esterno. Perciò abbiamo prestato molta attenzione alla forma, ai materiali, ai colori, che in questo caso sono il bianco dei muri e il nero delle persiane. In particolare, siamo partiti dalla struttura che c’era già. Abbiamo voluto mantenere il disallineamento delle aperture, un elemento per noi interessante. Abbiamo optato per scuri scorrevoli in alluminio di color antracite. Si tratta di persiane senza guide visibili, che sottolineano l'aspetto elegante e minimal della facciata. Tanto da sembrare un componente della facciata e da unire estetica e funzionalità. Un gioco di forme e di incastri: ad esempio quando la finestra è aperta lo scuro scorre sulla porta.

  

 

Fig. sopra: A sinistra disegno facciata. A destra: Prima e dopo facciata

 

Al piano terra la finestra era tripartita. Abbiamo mantenuto l’apertura, trasformandola in due finestre ampie e il risultato è quello di una maggiore luminosità. I terrazzi hanno parapetti a listellini verticali molto minimal, come del resto tutta la linea della casa, lo stile dell’architetto.

 

Fig. sopra: Soggiorno. Sx. Prima dell’intervento. Dx. Dopo l’intervento.

 

Cosa significa utilizzare al meglio la metratura di uno spazio e quindi offrire al cliente la soluzione ideale? In questo caso?

Innanzitutto, ogni particolare, dalla disposizione degli spazi alle finiture, all’arredo, è stato guardato e condiviso con il cliente. Ad esempio, il committente desiderava aggiungere un bagno per gli ospiti al piano rialzato e abbiamo studiato un piccolo spazio ad hoc, magari a discapito di un po’ di spazio per la cucina.

È stato interessante fare i conti con le metrature di questa casa, con spazi abbastanza ristretti e con una disposizione su tre livelli. Il desiderio nostro e del cliente era quello di renderla il più funzionale possibile. Ad esempio, come tutte le case degli anni ’50, la sala e la cucina erano separate, a discapito della luminosità e degli spazi. Quindi abbiamo optato per buttare giù i muri non portanti. Aprire la zona living, collegare la cucina e la sala è stato fondamentale per dare maggiore respiro alla casa. In questo modo abbiamo messo in risalto la grande vetrata già presente, da cui entra tanta luce.

 

Come far sì che la casa dimostri personalità, carattere?

Il ruolo dell’architetto è quello di ottimizzare gli spazi, di renderli i più funzionali possibili, di studiare la luce, di puntare sul comfort e lo stile.

Ogni architetto ha il suo proprio stile, io amo, ad esempio, le linee semplici e minimal e questo sicuramente incide sul profilo della casa. Ma sono convinto che la personalità e il carattere ce li debba aggiungere il cliente. Ho dato delle indicazioni sui pavimenti, sui materiali, sulle finiture, ma la scelta finale degli arredi e dei complementi di arredo spetta al cliente. In questo caso, il nostro cliente desiderava una casa con colori, materiali e mobili molto contemporanei. Adesso la casa abitata ha preso una personalizzazione e un carattere stupendi.

 

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Fig.sopra: Pianta primo piano

 

Che tipo di arredi, colori e materiali avete scelto?

Per quanto riguarda gli arredi, abbiamo progettato una cucina su misura, in stile country chic bianca, per creare quell’atmosfera intima e accogliente che sa tanto di casa country. Il cliente desiderava un lavabo grande e pratico dai toni caldi. Quindi abbiamo scelto un lavabo in pietra scura di circa 90 cm, posto sotto alla finestra, con rubinetto sfilabile. Il piano della cucina è in dekton, un materiale particolarmente resistente. Il rivestimento è stato scelto con piastrelline bianche.

Abbiamo, inoltre disegnato un mobile in cartongesso per l’entrata, una libreria che risolve l’ingresso della casa.

 

Fig. sopra: Zona di ingresso. Sx. prima dell’intervento. Dx. Dopo l’intervento.

 

Per quanto riguarda la pavimentazione, si è optato per un parquet per tutta la casa. Un parquet non trattato e moderno. Infatti, il legno contribuisce a dare un tocco di calore e a generare una sensazione di benessere. Invece, al piano seminterrato abbiamo optato per un gres grigio (60 per 60 cm) e per una ceramica esagonale portoghese. Per i bagni abbiamo scelto piastrelle in ceramica e grès porcellanato molto particolari.

Al piano seminterrato abbiamo aggiunto una porta finestra tipo casa a schiera londinese. In questo modo la casa si trova ad avere due ingressi indipendenti con porte blindate. Per quanto riguarda l’esterno della casa, abbiamo scelto la pavimentazione in gres grigio molto resistente, nonché il modello di cancello, sempre moderno e minimal. Inoltre, abbiamo sistemato i due terrazzi, dai pavimenti ai parapetti.

 

 

 

 

Per che tipo di soluzione impiantistica avete optato?

Abbiamo scelto di installare un riscaldamento a pavimento al piano primo e rialzato. Infatti, la caratteristica distintiva del riscaldamento a pavimento è di assicurare una distribuzione ottimale del calore nelle stanze. Attraverso l’irraggiamento, il calore si diffonde in modo omogeneo da terra fino al soffitto e si ha un miglioramento delle condizioni di benessere all’interno della casa.

Al piano seminterrato abbiamo dovuto optare per un sistema di riscaldamento tradizionale. Infatti, come spiegato precedentemente, dovevamo sfruttare al massimo l’altezza. Sul tetto abbiamo installato un pannello solare, infatti, l’energia del sole è inesauribile, pulita, sicura e aiuta ad abbattere i costi della bolletta.

 

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