14 Dec

Inaugura Feltrinelli Porta Volta

Il nostro viaggio nell'edificio che sta facendo storia

Lunedì 12 dicembre la Fondazione Feltrinelli ha invitato tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione dell'opera Feltrinelli Porta Volta. Per noi di Polistudio A.E.S., coinvolti nel progetto dal 2008, è stato un vero piacere essere presenti, visitare una delle più interessanti trasformazioni urbane nella città di Milano.

 

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Ad accoglierci c'era il dott. Dario Giambelli, CEO di Finival (Società immobiliare del Gruppo Feltrinelli), che ci ha accompagnati all'ultimo piano, nella sala Lettura adibita al ricevimento. Da qui abbiamo potuto ammirare la vista mozzafiato sulla città. Naturalmente non potevano mancare i soci dello studio di architettura Herzog & De Meuron.

In particolare, abbiamo rivisto con piacere gli arch. Andreas Fries e Mateo Mori, di Herzog & De Meuron, con cui abbiamo potuto collaborare in questi anni e che ci hanno guidato all'interno del grande edificio.Un progetto curato nei minimi particolari, a partire dallo studio urbanistico fatto prima della costruzione, alla cura dei materiali, alla struttura delle facciate, realizzate con pilastri che si incrociano a 45 gradi. Proprio questa struttura ha costituito la grande sfida di questi anni di Polistudio, nella realizzazione del nostro progetto impiantistico. Sfida ampiamente superata.

Infatti, gli impianti racconta l'ing. Casalboni nell'ultima intervista pubblicata su “The Next Building” - non dovevano incidere sulla composizione degli spazi e l'unico spazio tecnico orizzontale era quello sotto al pavimento galleggiante. Ci si è dunque limitati al massimo nella posa di impianti annegati nei solai in cemento armato, limitandoli a punti luce e a punti di installazione dei rivelatori di fumo; tutto il resto viaggia sotto al pavimento galleggiante”.

Per quanto riguarda l'utilizzo dell'energia alternativa, - continua - la geometria dell'edificio non ha permesso l'installazione di pannelli solari termici e/o fotovoltaici. Invece, la presenza della falda ricca di acqua ha da subito indirizzato la scelta per la produzione dei fluidi vettori verso pompe di calore funzionanti ad acqua di falda, sia per la climatizzazione sia per la produzione di acqua calda sanitaria. Grazie a questo, nonostante la massiccia presenza di superfici vetrate, si è raggiunta la classe energetica B e l'edificio sarà certificato LEED Silver”.

Si è optato, inoltre, per punti luce concentrati sulle postazioni di lavoro e/o di utilizzo, per evitare inutili consumi di energia elettrica, ricorrendo ad apparecchi con tecnologia Led. 

Naturalmente, il nostro viaggio ha avuto luogo solo in una parte della grande struttura, quella di Fondazione Feltrinelli che dà verso piazza XXV Aprile. Infatti, il resto è stato affittato alla Microsoft Italia e inaugurerà non prima di febbraio. 

Quello che colpisce immediatamente, oltre alla linea moderna e minimal della struttura, sono i materiali: calcestruzzo bianco e liscio al tatto, vetro e legno. Tutti gli ambienti sono realizzati con un pavimento flottante rivestito da un parquet in legno che aderisce tramite dei magneti. Di rilievo, la grande ed imponente scala a forma elicoidale che unisce i vari piani della struttura. 

Al piano terra è situata la grande libreria e il caffè di Feltrinelli, mentre al piano superiore abbiamo visitato la sala polifunzionale, che sarà adibita a convegni, presentazioni o mostre. In particolare nello spazio della libreria e caffetteria ci siamo occupati degli impianti di riscaldamento e di climatizzazione.

Per quanto riguarda gli impianti ad aria, nel soffitto sono stati installati canali zincati a vista, canali microforati ad alta induzione. Infatti, l’unica tecnologia che si sposava con le esigenze architettoniche erano gli impianti a vista, i quali hanno la particolarità di miscelare bene l’aria immessa con l’aria ambiente, evitando flussi fastidiosi. Sono stati, inoltre, installati impianti di spegnimento antincendio del tipo sprinkler

Gli altri piani sono adibiti a uffici e servizi. La Sala Lettura situata all'ultimo piano è di grande impatto, grazie all’effetto dato dal gioco di pilastri e travi del tetto.

Infine, abbiamo visitato il parcheggio nel sotterraneo, illuminato da caratteristici fori cilindrici profondi 4 metri. Insomma, un edificio che merita di essere visitato e che siamo orgogliosi di aver contribuito a realizzare. Al piano interrato si trova anche l’archivio Feltrinelli e il cuore dei nostri impianti.

Leggi l’intervista integrale all’ing. Franco Casalboni

 


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