14 Sep

Ingegnere per passione

di arch Giuseppe La Franca 

 

 

 

Intervista all'ing. Guidi pubblicata su:

 

UN GIOVANE PROFESSIONISTA A CAPO DELLA DIVISIONE IMPIANTI MECCANICI DI UNA DELLE PRINCIPALI SOCIETÀ DI INGEGNERIA ITALIANE: MATTEO GUIDI CREDE FERMAMENTE NEL VALORE DEL LAVORO DI SQUADRA

 

Ho sempre avuto una grande passione per la meccanica, fin da bambino. Crescendo sono diventato una persona pragmatica, che ama usare la creatività e le mani per costruire e aggiustare cose, perciò ho scelto di frequentare l’istituto tecnico industriale e poi la facoltà di ingegneria meccanica. L’interesse specifico per la termotecnica è nato successivamente, quasi per caso. Un ex collega che, al tempo, lavorava presso Polistudio A.E.S., mi convinse a raggiungerlo nella sede di Riccione per preparare la tesi di laurea. È durante quel periodo che mi sono appassionato al mondo della progettazione impiantistica, decidendo infine di abbandonare il precedente posto di lavoro per restare nella società. Dal punto di vista professionale devo ringraziare l’ing. Franco Casalboni, uno dei co-fondatori, che mi ha trasmetto le sue conoscenze e la passione per questo lavoro. Come suo stretto collaboratore ho partecipato a progetti molto stimolanti e complessi, che mi hanno permesso di acquisire e di far crescere le mie competenze. Oggi, grazie all’esperienza maturata negli ultimi dieci anni, la progettazione degli impianti HVAC è la mia specializzazione. Amo particolarmente anche la progettazione dei sistemi di controllo e regolazione: in particolare mi piace definire le logiche di controllo, affinché gli impianti meccanici possano esprimere le loro migliori prestazioni energetiche».

 

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Qual è l’attuale realtà professionale di Polistudio A.E.S.?

«Si tratta di una società di ingegneria con una lunga storia, che si occupa di progettazione con un approccio fortemente multidisciplinare e che vanta importanti collaborazioni con numerose realtà professionali di rilievo nazionale e internazionale, nella quale lavorano molti giovani con tanta voglia di crescere e di emergere. Le decisioni strategiche sono appannaggio della direzione e dell’area commerciale, mentre l’area tecnica è organizzata in divisioni che coprono tutte le possibili discipline, dall’architettura alle infrastrutture, dall’ingegneria strutturale e impiantistica fino al project management, all’antincendio, alla sicurezza, ecc. Ogni settore risponde a un responsabile che organizza e pianifica le commesse e le risorse, coinvolgendo tutti i collaboratori per rispondere al meglio alle esigenze dei clienti.

Possiamo perciò affrontare la progettazione integrata di molte tipologie di fabbricati: dai grandi complessi terziari e residenziali – che sono tra i progetti che maggiormente ci caratterizzano – fino agli ospedali e ai data center. Nello specifico, il settore impianti meccanici si occupa di tutti gli impianti al servizio dei fabbricati: riscaldamento e condizionamento, distribuzione di gas tecnici e fluidi in genere, recupero e trattamento delle acque, ventilazione ed estrazione, antincendio, energie rinnovabili, regolazione e controllo, ecc. Non ultimo per importanza, anzi quale filo conduttore del nostro percorso progettuale, l’efficienza energetica costituisce oggi un elemento “chiave” per la buona riuscita del progetto come per la soddisfazione del cliente, e rappresenta perciò anche un motivo di gratificazione personale».

Quali sono gli aspetti più interessanti dell’attività professionale?

«Ho la fortuna di lavorare in una società di ingegneria che si occupa di progettazione a tutte le scale, dal singolo appartamento alle infrastrutture. Personalmente trovo molto stimolanti gli interventi di grandi dimensioni, nei quali sono coinvolti numerosi professionisti chiamati a lavorare in team. In questi casi la capacità di mettersi continuamente in discussione, alla ricerca delle soluzioni tecniche ed energetiche più indicate rispetto all’obiettivo, è di fondamentale importanza. L’aggiornamento continuo rispetto all’innovazione tecnologica, ai nuovi prodotti e nuove soluzioni è parte integrante dell’attività di progettista. Parallelamente, una società di progettazione di grandi dimensioni impone anche di fare i conti con gli aspetti organizzativi e con il rispetto dei budget delle commesse. L’organizzazione del tempo e delle risorse è anch’essa un elemento chiave e di grande stimolo».

Qual è la sua visione circa lo sviluppo delle tecnologie per la climatizzazione?

«Secondo me, il futuro degli impianti sarà totalmente elettrico e a zero emissioni. Insieme ai campi fotovoltaici le pompe di calore - la cui efficienza ed efficacia è ormai consolidata - caratterizzeranno gli edifici del prossimo futuro, mentre gli impianti alimentati da gas combustibili saranno sempre più rari. Nell’ambito della progettazione, invece, credo che il futuro sia legato ai sistemi BIM perché permettono di affrontare una progettazione integrata tridimensionale di tutte le discipline ingegneristiche, raccogliendo le informazioni del progetto all’interno di un unico modello informatico. Le potenzialità sono quasi infinite... Abbiamo investito molto in questo campo e il 2020 potrebbe essere l’anno del passaggio definitivo al BIM per l’intero processo progettuale».

 

Qual è la principale soddisfazione in ambito professionale?

«La gratitudine del cliente. Al di là di qualsiasi motivazione personale, l’aspetto più stimolante della nostra professione consiste nel risolvere le problematiche e le difficoltà che, quotidianamente, ci vengono poste dai committenti, che ci danno la motivazione per svolgere sempre al meglio il nostro lavoro».

 

E nel tempo libero?

«La famiglia, la manutenzione della casa e i piccoli lavori di bricolage sono le priorità. Le mie passioni personali sono le moto – ho allestito una piccola ma ben attrezzata officina – e gli sport acquatici – in particolare la pesca subacquea e le immersioni in apnea».

 

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⇒Recupero: approccio multidisciplinare e innovazione tecnologica

di Matteo Guidi 

Il mercato, le tecnologie e le normative sono in costante e rapida trasformazione. Di conseguenza, per un professionista è di fondamentale importanza prestare la massima attenzione all’evoluzione del quadro di riferimento della propria attività, per poter sempre proporre ai propri clienti la soluzione migliore. Da tempo, nel nostro paese, il recupero del parco edilizio è la principale realtà con la quale ci si confronta ogni giorno. Nei prossimi anni, i progettisti saranno sempre più chiamati a operare nella ristrutturazione e riqualificazione e sempre meno sulle nuove costruzioni. La ri-progettazione dell’esistente comporta per il progettista una serie di scelte strategiche, tecnologiche e costruttive che, a volte, risultano molto diverse rispetto a quelle per una nuova costruzione.

La grandissima parte degli edifici esistenti, infatti, sono concepiti per accogliere gli impianti minimi indispensabili a soddisfare condizioni di comfort e sicurezza tutt’altro che adeguate rispetto a quelle contemporanee. Lo scarso spazio disponibile per l’installazione delle centrali e per il passaggio delle reti - soprattutto di quelle aerauliche - costituisce perciò uno dei vincoli principali specie nel caso di interventi che interessano anche la parte strutturale. Il caso tipico è quello dell’adeguamento antisismico dell’edificio - che comporta una maggiore densità delle componenti portanti rispetto allo stato di fatto - contestuale alla sua riqualificazione energetica. A volte, inoltre, la visibilità degli impianti non risulta gradita o è addirittura esclusa per questioni legate all’immagine architettonica che si vuole dare all’edificio rinnovato.

Nella mia esperienza, in questi casi il processo progettuale deve necessariamente fondarsi su un approccio realmente multidisciplinare, nel quale tutti i contributi specialistici concorrono alla migliore riuscita del risultato. Integrati ad altri strumenti evoluti, ad esempio nel campo del rilievo digitalizzato dell’esistente, i sistemi BIM permettono ai diversi professionisti di cooperare anche a distanza. A causa di queste problematiche specifiche, il recupero edilizio è perciò a tutti gli effetti una vera e propria specializzazione professionale che, anche grazie all’innovazione tecnologica, potrà concretamente contribuire al miglioramento del patrimonio costruito esistente.


Matteo Guidi:

Dopo la Laurea specialistica in Ingegneria meccanica, conseguita presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna (indirizzo “Sistemi di conversione dell’energia”), l’ing. Matteo Guidi ha intrapreso l’attività di libero professionista. Dal febbraio 2010 collabora con Polistudio A.E.S. in qualità di responsabile del settore degli impianti meccanici. Si occupa in particolare di progettazione, direzione dei lavori e collaudo degli impianti di riscaldamento e climatizzazione, ventilazione ed estrazione forzata industriale, antincendio, idricosanitari, trattamento delle acque, adduzione del metano a bassa e media pressione, per edifici di media e grande dimensione.

Nata come realtà attiva in diversi settori dell’architettura e dell’ingegneria, Polistudio A.E.S. è una società di ingegneria che ha sempre fatto della multidisciplinarietà delle competenze interne e della capacità di affrontare in modo integrato progetti molto complessi i propri tratti distintivi. Oggi, nelle sedi di Riccione (Rimini) e Milano, operano più di 70 persone che, quotidianamente, forniscono servizi di qualità a partner nazionali e internazionali, avvalendosi di strumenti evoluti come la progettazione in BIM, con un’attenzione particolare all’eco-sostenibilità e all’efficienza energetica degli edifici.

 

 

 Alcuni progetti:

 

  

 

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