03 Dec

Nuova residenza per anziani a Bellaria

Una struttura moderna alla ricerca del comfort e del benessere della persona

 

La popolazione italiana è tra le più anziane del mondo e sta diventando ahimè sempre più diffusa l’esigenza di trovare strutture dove poter “sistemare” i propri cari che non si riescono più ad accudire a casa. Infatti, spesso gli anziani non autosufficienti non trovano nel Sistema Sanitario Nazionale una risposta adeguata al bisogno di assistenza e le famiglie stentano sempre più a farsi carico dei propri cari. Tuttavia, non sempre si trovano luoghi in cui poter garantire comfort e qualità della vita, luoghi in cui la persona sia messa al centro. E su questo bisogna continuare ad investire per migliorarsi.

Un esempio virtuoso è sicuramente quello dell’RSA di Bellaria in zona Bordonchio, una casa residenza per anziani da sessanta posti letto, realizzata dalla Cooperativa Sociale Il Cigno e progettata dall’ architetto Stefano Matteoni di POLISTUDIO di Riccione, dall’architetto Emanuele Monti e dal geometra Corrado Monti dello studio LAZZARINI di Bellaria.

Approfondiamo il progetto con l’architetto Matteoni.

 

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Arch. Matteoni, quali sono, a suo parere, i punti fondamentali nella progettazione di una RSA affinché vengano garantiti il comfort e la qualità della vita dell’anziano?

Di certo i fattori che vengono prima e dopo la struttura sono più importanti rispetto alla struttura stessa. Siamo stati coinvolti in questo progetto per rispondere ad un bisogno di persone anziane. Il nostro compito di progettisti è quello di facilitare questa fase della vita e, sembrerebbe un paradosso, per aiutarli ad essere più proiettati al futuro. Noi architetti siamo chiamati a permettere che un anziano possa serenamente pensare al proprio futuro. Ma prima della struttura sanitaria ci sono tante altre cose: c’è la famiglia, ci sono gli affetti, le speranze, le domande e i desideri, che in una persona anziana non sono diversi da quelli dei più giovani.

Abbiamo dunque cercato di far sì che le strutture potessero consentire di vivere in maniera serena questo tipo di domande. Per cui abbiamo cercato la calma, il riposo, la protezione dai rumori e dalla confusione. L’essere anziani riguarda una fase della vita difficile, forse la più difficile di tutta l’esistenza di una persona; c’è ovviamente più bisogno di essere protetti e curati. Il compito di noi progettisti è importante, perché aiuta a mantenere queste condizioni, ma è forse il meno importante di tutti. Credo che la cura della persona da parte del personale specializzato, da parte dei parenti e degli amici, sia l’aspetto sicuramente preponderante nel costituire forme di benessere per questa età. La struttura certamente può aiutare, può creare comfort, può creare aiuto alla salute, può fornire dei servizi sanitari, ma il fattore umano resta sicuramente insuperabile. Nessuna struttura può pensare di sostituirlo. Noi speriamo di essere stati sufficientemente bravi nell’assecondare quello che la capacità umana deve continuare a svolgere.

 

Arch. Matteoni, può raccontarci in sintesi i passi che hanno portato alla realizzazione dell’RSA di Bellaria? Qual era l’dea iniziale del committente e come è stata sviluppata nel progetto?

Abbiamo trovato un committente, la cooperativa IL CIGNO di Cesena, con le idee molto chiare, gestore di altre strutture. Di certo è un committente che sa quello che vuole, ha cura delle cose e delle persone che gli vengono affidate, sa fare il proprio mestiere e ci ha saputo insegnare, guidare, criticare ed impostare. Con la cooperativa il Cigno il dialogo è stato a volte serrato, sempre preciso e tutto questo credo che abbia portato ad un buon risultato. Attraverso il dialogo con il cliente sono emerse, sin dall’inizio, alcune questioni chiave, in particolar modo l’esigenza di creare un luogo dove gli anziani potessero identificarsi, e dove fosse possibile avere un’evidenza dei percorsi e dei riferimenti, una chiara identificabilità delle funzioni.

Un tema che abbiamo dovuto valutare attentamente è stato il problema della convivenza di tutti gli anziani coi malati di Alzheimer. Abbiamo scoperto che questo è uno dei tratti fondamentali nella gestione di una casa di riposo. Il malato di Alzheimer, anziano come tutti gli altri, persona con le sue richieste e le sue domande, rischia di essere destabilizzante all’interno di strutture come queste, in quanto le esigenze di chi porta questa malattia rischiano di entrare in rotta di collisione con le esigenze di chi mantiene un livello normale di capacità cognitiva.

Quindi abbiamo dovuto sviluppare la ricerca, dal punto di vista dell’architettura, di spazi e percorsi in cui questa patologia potesse venire confinata, controllata, guardata con la maggior attenzione possibile, senza arrecare un disagio eccessivo agli altri ospiti. Questo rapporto con la nostra committenza ha permesso di impostare e modificare, tarare continuamente il progetto, fino a che non siamo riusciti ad ottenere un risultato che abbiamo reputato interessante.

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Come sono stati pensati ed organizzati gli spazi?

Gli spazi sono stati pensati a partire da un nucleo centrale che raccoglie tutti i servizi comuni: l’amministrazione, la gestione, le cucine, la dispensa, la palestra, la cappella, l’ambulatorio, attenendoci a tutto ciò che la normativa regionale prevede per quanto riguarda le RSA. Questo nucleo centrale costituisce il centro gestionale di tutta la struttura. A questo elemento centrale sono stati aggiunti due nuclei che si distaccano come petali (nuclei che in futuro potrebbero anche aumentare).

Queste due aree sono quelle in cui si svolge la vita attiva e passiva degli ospiti. Contengono le camere da letto, lo spazio per la refezione, spazi di soggiorno dedicati agli ospiti del nucleo, gli spazi per l’assistenza e per i servizi medici ed infermieristici.

Ognuno dei due nuclei si sviluppa attorno ad un giardino chiuso, una sorta di chiostro interno alla struttura, spazio su cui si affacciano alcune camere. Si tratta di un’area all’aperto, riservata ed afferente a ciascuno dei due nuclei. In questo modo, durante la bella stagione, gli ospiti potranno permanere all’esterno, ma in un’area ben definita e sotto monitoraggio. Questi sono spazi all’aperto pensati soprattutto per quegli ospiti che hanno più problemi di identificazione.

La location della struttura presenta molti vantaggi. Uno di questi è la presenza di un centro sportivo posto proprio al confine con la residenza. Ad un certo punto della progettazione, i nostri clienti ci hanno richiesto di ribaltare completamente l’organizzazione degli spazi per permettere un affaccio maggiore degli ospiti verso le attività di questo campo sportivo frequentato da giovani. Un modo per consentire agli anziani di vedere e partecipare a quello che si svolge a due passi da loro.

 

Come si posiziona la presenza della tecnologia in questo ambito (es per il costante monitoraggio della salute degli anziani)?

Questo ha significato una particolare ricerca di quegli strumenti che contribuiscono alla gestione e al monitoraggio della salute, del benessere, della voglia di stare al riparo e del desiderio di alcuni di fuggire, con tutti i pericoli che questo può rappresentare. Sono previste delle videocamere a circuito chiuso, in modo da monitorare le attività nelle parti comuni, ci sono sistemi di allarme e di controllo che di volta in volta la gestione deciderà di attivare. È chiaro che una struttura di questo tipo è già normativamente soggetta ad una serie di prescrizioni dal punto di vista tecnologico che aiutano alla prevenzione di possibili incidenti.

È previsto come miglioria un sistema di climatizzazione basato sulla tecnologia delle travi fredde, tecnologia ormai molto utilizzata in strutture sanitarie e che consente il condizionamento degli ambienti attraverso un sistema particolarmente innovativo e controllato. Le travi fredde sono un terminale ambiente molto confortevole dal punto di vista acustico (ha bassissime emissioni acustiche) e sono facilmente integrabili dal punto di vista estetico. È inoltre prevista la distribuzione di ossigeno e vuoto, indispensabili per strutture sanitarie.

 

Quando si prevede di terminare i lavori?

I lavori sono iniziati il primo di novembre e per il termine delle lavorazioni sono stati contrattualmente fissati undici mesi. Si prevede dunque di terminare i lavori entro ottobre 2019.

 

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