29 Mar

Riqualificare è meglio: l’efficienza energetica in ambito residenziale

E’ più che mai attuale parlare di riqualificazione energetica e di comfort. Negli ultimi decenni molti interventi edilizi in Italia si sono concentrati sulla manutenzione degli edifici, in particolare su interventi puntuali. Tuttavia, nel nostro Paese, al momento, non ci sono esempi significativi di riqualificazione energetica globale, nonostante la situazione edilizia italiana mostrerebbe un particolare bisogno di interventi strategici.

Cosa impedisce, dunque, di raggiungere alti livelli di efficienza nel patrimonio edilizio italiano? Forse la mancanza di fiducia dei proprietari nell’esito qualitativo degli interventi o la scarsa conoscenza dei plus che può dare un’abitazione ben riqualificata? Con questo articolo cerchiamo di dare qualche spunto in più per approfondire l’argomento.

 

di ing. Daniel Felipe Parias Anaya

Esperto in Gestione dell'Energia (EGE)

 

Quanta energia consuma il settore residenziale in Italia?

In Italia il settore residenziale presenta un consumo totale pari a 25.5 MTep nell’anno 2014. Questo dato rappresenta circa il 16.9% del totale del fabbisogno nazionale del 2014, 151 MTep. (cfr.Rapporto Annuale di Efficienza Energetica 2016, ENEA)

 

Perché riqualificare?

Il dato più interessante dal quale partire è senz’altro il fatto che il 60% del parco edilizio italiano ha più di 40 anni (dati del censimento ISTAT 2011), ovvero precedente alla legge n.373/1976, la prima legge sul risparmio energetico. Partendo da questo, si riesce a capire la necessità di realizzare una riqualificazione profonda del parco edilizio urbano.

Una riqualificazione energetica di un condominio mira proprio a diminuire il consumo di energia della struttura, ma mantenendo lo stesso grado di comfort ambientale, o se possibile, migliorandolo.

Quindi non si tratta esclusivamente di un beneficio economico, ma anche di comfort. Per esempio, migliorando la coibentazione dell’involucro, si possono anche eliminare alcuni tipi di problemi di muffa e umidità, oppure sostituendo infissi vecchi, non solo si migliora la prestazione termica, ma si eliminano anche spifferi problematici.

 

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Che importanza ha capire lo stato dell’edificio prima di intervenire?

Per valutare in maniera precisa gli interventi da fare e la loro priorità in termini di efficacia, è necessario svolgere una Diagnosi Energetica. La Diagnosi Energetica è definita dal D.Lgs 115/2008 come la “procedura sistematica volta a fornire un'adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività o impianto industriale o di servizi pubblici o privati, ad individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e riferire in merito ai risultati”.

Infatti, è necessario fare uno studio approfondito dell’edificio per comprendere gli sprechi e i punti critici e poter sviluppare un’attenta analisi tecnico-economica di fattibilità degli interventi di efficientamento individuati.

Soltanto in questa maniera si può ridurre al minimo il rischio di sostenere un investimento, anche importante, che non generi risparmi economici giustificabili.

 

Che tipo di interventi si possono fare?

Gli interventi realizzabili sono molteplici: si parte dall’abbassamento del fabbisogno energetico tramite interventi sull’involucro edilizio come la coibentazione delle strutture, la sostituzione degli infissi, la localizzazione ed eliminazione dei ponti termici, la sigillatura delle infiltrazioni d’aria, per citarne alcuni.

Altri tipi di interventi sono realizzabili sugli impianti tecnologici, ad esempio la sostituzione dei generatori di calore obsoleti con pompe di calore o caldaie a condensazione, l’isolamento termico delle reti di distribuzione dei fluidi, la regolazione corretta della temperatura ambiente (si pensi alle famose valvole termostatiche), la regolazione della centrale termica, l’installazione di sistemi solari termici per la produzione di ACS e l’installazione di inverter sulle pompe di circolazione dei fluidi. Tutti questi interventi concorrono all’abbassamento dei consumi, ma rimane l’importanza di quantificare il beneficio economico derivante dalla loro applicazione, di fronte ad investimenti che possono essere importanti.

 

L’obbligo di contabilizzazione del calore

Il D.Lgs 102/14 obbliga gli edifici condominiali serviti da un impianto di riscaldamento centralizzato di munire ogni unità immobiliare dell’edificio con una contabilizzazione del calore consumato e di impostare il calcolo dei costi di approvvigionamento energetico in base alle prescrizioni della norma UNI 10200.

Vale la pena dire che la contabilizzazione del calore, pur non essendo un tipo di intervento che attivamente partecipa alla riduzione dei consumi, partecipa passivamente in quanto dà la possibilità all’utente di monitorare i suoi consumi, sensibilizzandolo e di conseguenza influenzando i suoi comportamenti in maniera positiva.

Infatti, non è raro vedere che un condomino, dopo aver installato il suo sistema di contabilizzazione e tenendo monitorato il suo consumo energetico, ha abbassato la temperatura di comfort ambientale in ambiente o installato un termostato per controllare la stessa. In questo modo riduce i consumi ma non modifica le condizioni di comfort termo-igrometriche in ambiente.

 

Le barriere alla riqualificazione

Le principali barriere alla riqualificazione energetica dei condomini sono note: in primis la mancanza di capitale da investire, seguito dalla difficoltà ad accedere al credito. Queste barriere possono essere superate sfruttando gli incentivi disponibili e alcuni tipologie contrattuali che permettono di lasciare l’investimento ad un soggetto terzo.

 

Che incentivi ci sono?

E’ possibile sfruttare le detrazioni fiscali al 50% per le ristrutturazioni edili, piuttosto che quelle del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica (con la conferma del Ecobonus 2017 in alcuni casi è possibile detrarre fino al 75% del totale delle spese).

Uno strumento finora poco utilizzato, ma che ultimamente ha preso forza, è il Conto Termico (attualmente Conto Termico 2.0 DM 16/02/2016). Questo meccanismo premia alcune tipologie di interventi di riqualificazione energetica, in particolare di natura impiantistica, tramite l’erogazione in conto capitale dell’incentivo, anche per la durata di 5 anni.

 

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ESCo

Una ESCo (Energy Service Company) è una società di servizi energetici che ha la capacità finanziaria di sostenere un investimento di efficienza energetica per conto di un suo cliente e che genera il suo guadagno proprio dai risultati ottenuti.

Un condominio può sfruttare un contratto di tipo FTT (Finanziamento Tramite Terzi) in cui una ESCo sostiene gli investimenti di riqualificazione energetica, generando un risparmio sulla bolletta del condominio, e, tramite diverse tipologie contrattuali, riceve il ritorno del suo investimento sotto la forma di un canone mensile od annuale che il condominio dovrà corrispondere alla ESCo. Una volta finito il periodo contrattuale con la ESCo, al condominio rimane il risparmio di energia rispetto alla situazione prima degli interventi.

 

Alcuni ostacoli nella riqualificazione residenziale

E’ vero che nell’ambito edilizio, e in particolare quello residenziale, i tempi di rientro degli interventi di efficientamento energetico sono mediamente più lunghi rispetto a quelli dei settori industriali e terziario, ad esempio.

Questo è dato dal fatto che l’utilizzo degli edifici residenziali è molto inferiore alle applicazioni industriali e del terziario in termini di ore annuali di impiego e funzionamento.

Si combini questo fattore con il fatto che gli interventi energeticamente più efficaci in campo edilizio residenziale sono anche quelli che presentano dei costi di realizzazione più elevati e diventa chiaro il motivo per cui il reparto residenziale di fatto ha un freno sugli investimenti, oltre ai noti problemi di accesso al credito.

 

Uno sguardo al futuro

In questo periodo è in atto un grande cambiamento nel mondo dell’edilizia contemporanea, verso una progettazione NZEB, a energia quasi zero. Gli esempi internazionali mostrano una particolare tendenza verso una riqualificazione degli edifici su larga scala.

Una politica di finanziamento, assistenza tecnica ed informazione hanno sicuramente contribuito ad andare verso questa direzione, portando ad un notevole miglioramento delle strutture edilizie. In Italia, bisogna puntare di più su progetti di qualità ed eccellenza e su maggiore assistenza ed informazione, in modo da dare coraggio e mobilitare gli investimenti.

E’ importante, infatti, prendere maggiore consapevolezza che abitare in un edificio ben riqualificato permette di migliorare il comfort e la qualità della vita.

 

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