27 May

Smart Cities e sostenibilità ambientale

La soluzione giusta per migliorare la qualità della vita? Alcune considerazioni.

Articolo pubblicato sul dossier di Ingenio

 

di ing. Franco Casalboni

 

Per mettere in relazione tra di loro le due espressioni richiamate nel titolo occorre che sia chiaro di cosa stiamo parlando. Se chiediamo a dieci persone diverse cosa significhi “smart cities” e “sostenibilità ambientale”, otterremo dieci risposte diverse, simili, ma diverse.

Questo perché si tratta di “espressioni contenitore”, espressioni, cioè, che indicano una molteplicità di contenuti e di aspetti, molto spesso legati tra di loro. Quello che tutti percepiamo è che, potenzialmente, queste “espressioni contenitore” contengono implicitamente la possibilità di un bene per le persone, di qualcosa di utile, di qualcosa che possa far migliorare la qualità della vita.

Proviamo quindi a dare delle definizioni semplici, evidentemente senza la pretesa di esaustività, che consentano di sviluppare alcune considerazioni sul tema in oggetto.

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Smart Cities

Smart Cities è un’espressione inglese che, tradotta letteralmente, significa “città intelligente”, una realtà, in cui si ha un utilizzo ottimizzato di tutte le risorse che concorrono a garantire, in vari settori e vari campi, lo sviluppo e la crescita. Non significa, pertanto, solamente una città “hi-tech”, ma una realtà, in cui vengono gestite oculatamente e in modo intelligente le risorse umane, energetiche, ambientali, economiche e non solo.

 

Sostenibilità ambientale

Sul concetto di sostenibilità ambientale ci sono molte controversie (e non è questo il luogo in cui affrontarle); ai fini del presente articolo ci riferiamo al concetto che va per la maggiore: sostenibilità ambientale è la condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri.

Almeno come tensione. È doverosa questa precisazione per non correre dietro a delle utopie (l’utopia è pensare che ci possa essere uno sviluppo che mantenga inalterate nel tempo le risorse disponibili): le conoscenze scientifiche di oggi (secondo principio della termodinamica) ci dicono che prima o poi il mondo finirà; questo momento sarà tanto più lontano nel tempo, quanto più saremo capaci di sostenibilità ambientale nelle nostre attività.

I capisaldi di un modello di sviluppo che mette al centro la sostenibilità ambientale sono i seguenti:

  • energia sostenibile: abbandono delle fonti fossili e passaggio all’utilizzo di fonti di energia rinnovabili,
  • sostenibilità e uguaglianza: permettere a tutti di avere le stesse possibilità,
  • progettare nuove città e riprogettare città esistenti in base a criteri di rispetto ambientale e sociale,
  • consumo sostenibile: educare i singoli ad un consumo consapevole ed informato,
  • commercio e industrie sostenibili: rendere maggiormente efficiente l’uso delle risorse.

Da quanto detto in precedenza, credo sia molto intuitivo lo stretto legame che ci può essere tra lo sviluppo di una città intelligente e la sostenibilità ambientale. Infatti, l’uso ottimizzato delle risorse significa più efficienza e quindi meno sprechi, significa recuperare tutto quanto è possibile per un corretto riutilizzo, significa l’impiego di materiali e risorse che si riproducono in natura e così via.

 

A questo punto possiamo dire che una “smart city” è caratterizzata da un insieme di strategie (pianificazione urbanistica, sviluppo e incremento dei servizi pubblici, realizzazione di nuove infrastrutture comprese quelle per la comunicazione, mobilità urbana) volte a soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e istituzioni, rispettando i capisaldi della sostenibilità ambientali sopra richiamati.

 

In tutto ciò, un ruolo fondamentale spetta alla comunicazione, che dovrà essere di qualità e, soprattutto, fruibile da tutti. Infatti, le prestazioni urbane dipendono, non solo, dalla dotazione di infrastrutture materiali della città (capitale fisico), ma anche, e sempre di più, dalla disponibilità e qualità della comunicazione, della conoscenza e delle infrastrutture sociali (capitale intellettuale e capitale sociale). Quest'ultima forma di capitale, in particolare, è determinante per la competitività urbana.

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Ma quali sono i punti chiave di una smart city?

In primis parliamo dell’ambiente e della gestione delle aree verdi: una città intelligente deve privilegiare l’uso di fonti energetiche sostenibili e la conseguente diminuzione dell’utilizzo di sostanze inquinanti. Qui entra in gioco anche il settore edile con la progettazione di edifici green a basso impatto ambientale, in grado di sfruttare le risorse rinnovabili per la produzione di elettricità e calore. Le infrastrutture sono un altro punto saliente per la definizione di una smart city: la connettività è fondamentale per una città intelligente e per il suo sviluppo economico. Una città per definirsi smart non può che essere al passo con la tecnologia.

 

Lo sviluppo delle telecomunicazioni digitali in chiave intelligente vede la disponibilità di piattaforme e applicazioni per il monitoraggio della mobilità, dei consumi energetici e, in generale, per l’ottimizzazione della vita cittadina.

Anche la mobilità viene “rivisitata” in chiave green: i parcheggi pubblici intelligenti situati fuori città e ben collegati con lo snodo urbano, per esempio, permettono una diminuzione significativa dell’inquinamento cittadino. Nel campo della mobilità un primo esempio di contributo è il car sharing: una pratica efficiente economicamente, a basso impatto ambientale, perfetta per ottimizzare la mobilità cittadina, evitando sprechi ed inquinamento.

Un altro aspetto importante, che è diretta conseguenza di quanto affermato in precedenza, è che cambia il rapporto cittadino-città. I cittadini non devono più essere semplicemente utilizzatori della città, ma co-progettisti (progettazione partecipata) e co-produttori di servizi rispondenti ai bisogni reali, con forme di partecipazione attiva, attuate grazie alle nuove infrastrutture di informazione e comunicazione (es. consultazione on-line tramite i social-network, ecc.).

Per aiutare a comprendere meglio come possa svilupparsi una smart city e quali implicazioni e conseguenze possano esserci per la vita delle persone, si riportano alcuni esempi (tratti dalla rete) che aiutano a capire come ci sia un mondo ancora tutto da esplorare e percorrere. Sono esempi di realizzazioni già in atto in varie città del mondo.

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Louisville (USA)

È la prima città smart negli USA per aver implementato la piattaforma IFTTT (“If this than that”). È diventata nota per il suo particolare progetto smart city, che contribuisce a semplificare e ad automatizzare la quotidianità, grazie ad una connessione diretta tra città e abitazioni intelligenti. Per fare solo qualche esempio, se c’è un’emergenza nelle vicinanze, le luci di casa cambino colore.

Inoltre, se si rileva una variazione della qualità dell’aria, si attiva il filtro dell’aria. Si ha un valore aggiunto anche nell’organizzazione di grandi eventi. In prossimità di una manifestazione o di altre iniziative a Louisville, tutti i cittadini ricevono un invito elettronico personalizzato, direttamente sullo smartphone. Questo comporta un alleggerimento del carico organizzativo e contribuisce a ridurre drasticamente i costi di gestione. 

Santander

La città spagnola è un esempio avvincente di smart city nel mondo. Dal 2009 sono stati distribuiti oltre 20.000 sensori in tutta la città, risolvendo problemi decisivi per una città moderna. Ad esempio, è stato risolto il problema dell’irrigazione dei parchi pubblici. Infatti, i sensori sono in grado di rilevare l’umidità del terreno. Se non piove da giorni e il terreno risulta troppo arido, si attivano gli irrigatori. Per quanto riguarda l’illuminazione, i lampioni si accendono solo al passaggio del pedone. Questo comporterebbe un risparmio dell’80% sui costi dell’elettricità. Un altro esempio importante riguarda la spazzatura. Quando i bidoni sono pieni, sono in grado di avvertire il servizio di nettezza urbana. Ma l’aspetto più rivoluzionario di tutto questo è la soluzione di mobilità smart, che controlla i parcheggi nel centro cittadino. Grazie ad un campo magnetico, i sensori rilevano se ci sono ancora posti liberi e, qualora il parcheggio risultasse pieno, deviano il traffico.

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Songdo

Songdo è un quartiere di Incheon, una metropoli della Corea del Sud.

Sin dalla progettazione del quartiere, è avvenuta l’integrazione ottimale delle tecnologie smart.

Tutti i sensori e le telecamere all’interno delle abitazioni sono stati installati per permettere ad ogni persona di comunicare con i vicini di casa e i negozi. In questo modo si può contattare il vicino per piccole emergenze quotidiane, senza uscire di casa. Oppure chiedere una consulenza ad una vicina agenzia di viaggi o ai parrucchieri, senza doversi recare nel salone. Inoltre, grazie all’aiuto di un assistente digitale centralizzato, non si dimenticheranno più gli appuntamenti.

 

Copenhagen

Anche la capitale danese è un luminoso esempio di smart city nel mondo. La città ha come obiettivo quello di raggiungere zero emissioni entro il 2025 e di introdurre il cosiddetto City Data Exchange, un mercato di dati. Per far questo, si avvale di soluzioni Internet of Things (IoT)(1). Esse vengono applicate, ad esempio, all’illuminazione, alla gestione intelligente del traffico, alla gestione dei rifiuti e alla gestione degli edifici. Grazie a tale sistema, chiunque potrà accedere alle informazioni, sarà possibile offrire o acquisire dati, quali le statistiche sui cittadini o i dati sulla qualità dell’aria. Questo potrà portare la città ad uno sviluppo esponenziale. Ad esempio, in base ai dati demografici del quartiere o al potere d’acquisto disponibile, si possono reperire informazioni utili per definire il luogo adatto per aprire una nuova attività.

Un’applicazione per smart city è in grado di analizzare il consumo di carburante, il tempo impiegato o le calorie bruciate. Si tratta di un aiuto concreto ai cittadini, ad esempio, per ottimizzare l’utilizzo dei mezzi di trasporto o per proporre un’utile alternativa. Un contributo efficace per vivere e lavorare meglio.

 

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Esempi dalla Germania

Anche la Germania ha aperto interessanti progetti smart, nonostante le restrizioni in materia di protezione dei dati.

Per fare un esempio, nella città tedesca di Reutlingen sono stati installati, non solo dei sensori di rilevamento dei flussi di traffico o dei dati ambientali, ma anche i cosiddetti beacon. Si tratta di sensori di prossimità che localizzano i visitatori del centro che hanno scaricato l’applicazione gratuita “smaRT-City”. Quindi forniscono loro offerte e informazioni sui negozi nelle vicinanze, senza rilevare dati personali.

Berlino

In occasione della Fiera dell’elettronica IFA, è stato presentato il progetto abitativo “Future Living Berlin”. Si tratta di un complesso immobiliare ecosostenibile, composto da 69 appartamenti collegati in rete. Nel progetto, i residenti sono uno specchio realistico della nostra società e quindi sono previste sia giovani coppie che pensionati.

Ogni unità abitativa sarà dotata delle tecnologie più moderne. Per garantire un’illuminazione ottimale, i sensori calcoleranno l’incidenza della luce e l’ora del giorno. Inoltre, grazie alle celle solari, verrà prodotta una fornitura autosufficiente di energia e di riscaldamento. Grazie ai sensori di movimento, anche i rubinetti e le maniglie saranno completamente automatici. Questo rappresenta di certo un plus, specialmente per le persone anziane.

 

(1)  Cos’è l’IoT (Internet of Things): significato e genesi dell’“internet delle cose”.

Internet of Things (IoT) è un neologismo utilizzato in telecomunicazioni, un termine di nuovo conio nato dall’esigenza di dare un nome agli oggetti reali connessi ad internet. Il significato di IoT si esprime bene con degli esempi: IoT è ad esempio un frigorifero che ordina il latte quando “si accorge” che è finito. IoT è una casa che accende i riscaldamenti appena ti sente arrivare. Questi sono esempi di IoT, ovvero di oggetti che, collegati alla rete, permettono di unire mondo reale e virtuale.

Ma cosa significa IoT nel concreto? Con Internet delle cose si indicano un insieme di tecnologie che permettono di collegare a Internet qualunque tipo di apparato. Lo scopo di questo tipo di soluzioni è sostanzialmente quello di monitorare e controllare e trasferire informazioni per poi svolgere azioni conseguenti. In ambito cittadino, ad esempio, un rilevatore collocato in una strada può controllare i lampioni e segnalare se la lampada funziona, ma lo stesso rilevato potrebbe, se adeguatamente attrezzato, segnalare anche informazioni sulla qualità dell’aria o sulla presenza di persone.

 

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