28 Sep

Top 50 delle spa di Architettura in Italia

 

Polistudio è nella classifica tra le prime 50 società di architettura in Italia in base ai fatturati del 2015 stilata da Guamari Srl..Nell'analisi, pubblicata in "Edilizia e Territorio", quotidiano del Sole 24Ore, emerge come la scelta delle sigle sia molto diffusa, un'attitudine al lavoro di gruppo, invece che affidarsi solo a una personalità creativa.

 

Richiedi informazioni

 

Renzo Piano in vetta, ma Citterio-Viel vince per fatturato cumulato

Impennata di giro d'affari per One Works (+81,6%), grazie al business dei trasporti. RPBW è lo studio più internazionale. Utili record per Chipperfield

di Aldo Norsa

L'imprenditoria del progetto, nell'architettura, nel design, ma anche in ambiti più specialistici quali l'urbanistica, il paesaggio, lo space planning e di "nicchia" quali la progettazione delle barche o contigui all'ingegneria quali per esempio l'acustica, in Italia è qualitativamente irrilevante.

Non solo il ricorso a società di capitali (quasi mai cooperative) resta limitato rispetto alla stragrande maggioranza di studi professionali (associati quando di maggiori dimensioni) ma l'"autorialità" è ancora un valore tale che i grandi nomi dell'architettura non accettano di lasciare eredità ai loro collaboratori.

E quindi l'attività finisce con loro. Non ci sono, cioé, come negli USA, le Som (Skidmore Owings and Merrill) società nella quale nessuno dei tre architetti fondatori è ancora vivo, né le Pcf (Pei, Cobb and Freed) nella quale solo il secondo è ancora attivo sebbene nonagenario. Anzi alcuni nomi più prestigiosi che in passato hanno scelto di costituire società, le hanno disfatte: è il caso sia di Mario Bellini che di Vittorio Gregotti.

Il fatto che una minoranza delle grandi società di architettura italiane abbia natura "autoriale" (con il nome nella ragione sociale) farebbe pensare a un maggior sviluppo delle altre, organizzate piuttosto come società di ingegneria (con un atteggiamento più business oriented alla progettazione architettonica), ma questo non si verifica. In primis perché manca un apporto di capitali che complementi la capacità professionale. In secondo luogo perchè le occasioni progettuali, in Italia (ma di riflesso all'estero dove piccolo non è necessariamente bello) sono rarefatte. Basti citare il mercato (se tale si può chiamare) dei grattacieli.

Continua a leggere (pdf)

 

 

 

Continua a leggere (pdf)

 

 

 

Guarda la classifica:

 


Condividi sui social: